Sostiene Pereira

di Antonio Tabucchi

Lisbona, estate 1938. Non c’è solo il caldo ad opprimere la capitale portoghese, a soffocare tutta la nazione e gran parte del continente. E’ un periodo di forte deriva verso destra e nel paese lusitano siamo agli albori del regime di Salazar; l’aria diventa ogni giorno più pesante a causa dell’opera della polizia politica, della propaganda nazionalista, della censura, della disinformazione e della repressione nei confronti di chi non si dimostra ben allineato all’ideologia dominante. Ma il dottor Pereira, responsabile della pagina culturale del Lisboa, un giornale del pomeriggio di Lisbona, sembra non accorgersi di ciò che succede nel suo paese e in tutta l’Europa, perso nel suo mondo fatto di letteratura, limonate, ricordi dei bei tempi andati e dialoghi con il ritratto della moglie morta da diversi anni. Solo dopo aver conosciuto il giovane Monteiro Rossi e la sua ragazza Marta, una coppia attivissima nella lotta antifascista, il giornalista comincerà a guardarsi intorno, ad informarsi e a rendersi conto di ciò che sta succedendo. Il decisivo contributo alla rinascita della sua coscienza civile arriverà poi dalla bella amicizia che Pereira stringerà con il suo medico, il dottor Cardoso, che lo affascinerà con la sua teoria sulla confederazione delle anime e lo spingerà a seguire il suo nuovo “Io egemone”. Tutto ciò lo porterà a compiere un importante e coraggioso gesto a favore della democrazia. Un ritratto storico e politico straordinario quello che ci regala Tabucchi, che inquadra perfettamente la situazione europea nel periodo delle grandi dittature.

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